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5 cose da sapere sulla febbre

Cos’è la febbre? Cosa la provoca? A cosa serve e quali meccanismi biologici sono coinvolti nell’aumento della temperatura corporea? Una serie di curiosità per capire più a fondo questo sintomo.

Cos’è la febbre?

Quella che chiamiamo febbre non è una malattia, bensì un sintomo, cioè il segnale che abbiamo un problema di salute e che il nostro organismo sta reagendo, per esempio, a un’infezione in corso.

Anche se può variare nel corso della giornata (solitamente è più bassa al mattino) e da persona a persona, mediamente la temperatura corporea oscilla intorno ai 36-37 °C. Si considera che una persona “abbia la febbre” quando la temperatura del corpo aumenta oltre la norma e, a seconda dei gradi raggiunti, si parla di febbricola (37-37,5 °C), febbre leggera, febbre alta o iperpiressia.

Di per sé, generalmente la febbre non è pericolosa e, se sintomo di un’influenza in corso o di un raffreddamento, passa di solito nel giro di qualche giorno con un po’ di riposo. Per gli adulti, in particolare, la febbre può essere debilitante, ma di solito non è motivo di preoccupazione a meno che sia molto alta (oltre i 39 °C) e non riguardi pazienti cardiopatici o con un sistema immunitario indebolito. Nella primissima infanzia, invece, una temperatura elevata può indicare un’infezione grave e aumentare il rischio di complicanze.

Cosa la provoca?

Infezioni virali o batteriche, colpi di calore, malattie infiammatorie, ma anche la reazione a un farmaco, la somministrazione di un vaccino, un intervento chirurgico subito, e persino certi tumori maligni: sono diverse le cause che possono innescare la febbre.

Per accertare il motivo dell’aumento di temperatura, il medico può prescrivere esami specifici (del sangue, delle urine, bioptici, radiologici…) per poi valutare il da farsi. Per esempio, in caso di infezione batterica può essere indicata (ma attenzione: solo su prescrizione medica) la terapia antibiotica. Il ricorso agli antipiretici (il principio attivo più famoso di questa categoria è il paracetamolo) o ai farmaci antinfiammatori non è ritenuto necessario se l’alterazione della temperatura è lieve e non è associato ad altri disturbi.

A cosa serve?

Come dicevamo, la febbre è un meccanismo infiammatorio di difesa attraverso il quale l’organismo cerca di neutralizzare l’infezione o il problema in corso. Nel caso di infezione, per esempio, l’aumento della temperatura può rallentare il ritmo di moltiplicazione del patogeno, creando un ambiente poco confortevole per i germi, che prediligono temperature intorno ai 36-37 °C.

Monitorare l’andamento della febbre (e porre attenzione ad altri sintomi che l’accompagnano) è importante in quanto, se essa persiste, è opportuno chiarire la causa dell’aumento di temperatura e, di conseguenza, individuare la terapia più adatta. A seconda della sua origine, la febbre può essere associata a mal di testa, dolori muscolari, perdita dell’appetito, irritabilità, debolezza generale, vomito, eruzioni cutanee inconsuete, confusione mentale, sensibilità insolita alla luce intensa.

Nella maggioranza dei casi l’organismo riesce a eliminare virus e batteri in pochi giorni. Se invece la febbre persiste per settimane, mesi o diventa ricorrente, può indicare la risposta a infezioni particolari e più difficili da combattere. Come detto sopra, talvolta la febbre può segnalare anche la risposta del sistema immunitario ad alcune forme di tumore, come per esempio linfomi e leucemie.

Quali meccanismi biologici sono coinvolti nell’aumento della temperatura corporea?

L’ipotalamo è la “cabina di regia” dei meccanismi coinvolti nella regolazione della temperatura corporea. Qui si trovano infatti i centri nervosi che controllano la produzione di calore e la sua dispersione. Ecco perché è noto come il termostato del nostro corpo.

Il sopraggiungere della febbre è caratterizzato dalla cosiddetta fase fredda, in cui i vasi si restringono per evitare la perdita di calore, compaiono i brividi, più o meno intensi, la pelle impallidisce, aumenta la pressione arteriosa, accelera il battito cardiaco, si infiamma la mucosa dello stomaco e diminuisce l’appetito. Nella fase calda (detta fastigio) diminuisce invece la pressione arteriosa e, se la febbre è molto alta, la respirazione diventa affannosa e la sensazione di malessere si acuisce con anche possibile disorientamento mentale. Infine, quando sopraggiunge la fase della sudorazione, la temperatura inizia a diminuire.

Buone abitudini

Uno dei sintomi che spesso si associano alla febbre è la perdita di fluidi: si può sudare molto ed è quindi importante mantenere una buona idratazione bevendo acqua e nutrendosi in maniera adeguata. Lavare bene le mani prima di mangiare, dopo essere stati in bagno, aver viaggiato su mezzi pubblici, aver accarezzato animali o essere stati in contatto con una persona malata è invece fondamentale per ridurre l’esposizione a virus e batteri e quindi prevenire la febbre causata da malattie infettive, come è stato tante volte sottolineato nel corso di questi lunghi mesi di pandemia da Covid-19.

Simona Regina Giornalista professionista, lavora come freelance nel campo della comunicazione della scienza. Scrive di salute, innovazione e questioni di genere e al microfono incontra scienziati e scienziate per raccontare sfide e traguardi della ricerca. People Science & the City è tra le trasmissioni che ha curato e condotto su Radio Rai del Friuli Venezia Giulia. Elogio dell’errore la sua ultima avventura estiva. Su Rai Play Radio il podcast che ha realizzato per Esof2020 che racconta Trieste città europea della scienza: Magazzino 26. Ogni anno si unisce all’equipaggio del Trieste Science+Fiction Festival per coordinare gli Incontri di futurologia, quest’anno approdati sul web come Mondofuturo.

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