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Il “segreto” della longevità dei templari

Le leggende che nel corso dei secoli si sono diffuse sui templari sono infinite. Una di esse riguarda la loro presunta eccezionale longevità. Si racconta che i cavalieri vivessero più a lungo degli altri. Ma siamo sicuri che fosse proprio così?

Per quasi due secoli, a partire dal 1100 circa, i templari sono verosimilmente stati l’ordine cavalleresco più ricco e potente della cristianità. Dopo la fine delle Crociate però questo esercito, fondato per proteggere i pellegrini in Terra Santa, era diventato talmente potente e insubordinato alle autorità che è stato considerato una possibile minaccia dalle maggiori potenze dell’epoca. L’ordine è stato abolito nel 1312, ma la caduta dei templari era già cominciata a partire dall’ordine papale di arresto dei membri dell’ordine, emanato il 13 ottobre 1307. Da allora, sull’ordine e le sue vicende circolano leggende e misteri. È possibile che l’ordine in realtà sia, almeno in parte, sopravvissuto? Quali segreti si nascondono dietro alla loro storia? I miti che nel corso dei secoli si sono diffusi sul loro conto sono infiniti. Si dice che custodissero il Santo Graal, il calice con cui Gesù celebrò l’Ultima Cena, o l’Arca dell’Alleanza, il più sacro oggetto della religione israelitica, o che addirittura siano arrivati in America prima di Colombo. Una di queste leggende in particolare, però, ha attirato l’attenzione di qualche scienziato: quella sulla loro presunta longevità, fuori dal comune e considerata alla stregua di una qualità “soprannaturale”.

Il vero elisir di Gerusalemme?

Si racconta che i templari avessero il dono di vivere più a lungo delle altre persone: alcuni di loro sembra raggiungessero o addirittura superassero i 70 anni di età, in un’epoca, il Medioevo, in cui l’aspettativa di vita media era attorno ai 40. Un dono di Dio, secondo qualcuno; merito, per altri, dell’elisir di Gerusalemme, una bevanda del tempo a base di vino di palma, aloe e canapa che i templari pare fossero soliti consumare.

A provare a spiegare da cosa possa avere avuto origine questa leggenda è stato, nel 2014, un editoriale intitolato “The diet of Templar Knights: their secret to longevity?” (in italiano: “La dieta dei cavalieri Templari: il loro segreto per la longevità?”), pubblicato sulla rivista Digestive and Liver Disease. Di fatto i templari erano militari, ma erano anche dei monaci, e per questo motivo osservavano una serie di disposizioni molto precise, codificate nella cosiddetta Regola primitiva dei templari, scritta dal monaco cistercense Bernardo di Chiaravalle, e che si ispiravano a quelle seguite da altri ordini monastici.

Molte di queste regole riguardavano la dieta. I templari potevano mangiare carne solo tre volte alla settimana, per esempio, mentre gli altri giorni i pasti erano prevalentemente a base di vegetali: cereali, verdure, frutta che coltivavano. Il consumo di alcol, spesso nella forma del famoso e già citato elisir, era consentito ma con moderazione. Si trattava di una dieta piuttosto bilanciata, se consideriamo anche il fatto che queste persone erano combattenti e quindi svolgevano regolarmente attività fisica (in battaglia o nel corso dell’addestramento). Anche se non appare direttamente nella Regola, sappiamo inoltre che i Templari osservavano una serie di norme igieniche che, ai tempi, erano all’avanguardia per l’Occidente. Per esempio, pare che si lavassero le mani prima di mangiare e si cambiassero spesso d’abito. In generale, per l’ordine, la pulizia era considerata un’attività sacra.

Dieta o statistica?

Un’alimentazione sana, unita a uno stile di vita attivo e al rispetto di elementari norme igieniche, contribuisce alla prevenzione di molte malattie non solo trasmissibili (come per esempio i disturbi cardiovascolari) e aumenta quindi le probabilità di vivere una vita lunga e in salute: è un dato di fatto. Tuttavia, per risolvere il “mistero” della lunga vita dei Templari, bisognerebbe prima chiedersi se questo mistero sia reale. In altre parole, siamo sicuri che l’età di alcuni cavalieri fosse così fuori scala?

Uno dei tanti miti del Medioevo è che non esistessero persone anziane perché l’aspettativa di vita media era attorno ai 35-40 anni. Tuttavia l’aspettativa di vita media si calcola sommando gli anni di morte degli individui di una popolazione e dividendo il numero ottenuto per il numero totale dei morti stessi. Il valore basso che si ottiene, per il Medioevo, dipende soprattutto dall’altissima mortalità infantile. In altre parole, erano tantissimi i bambini che non arrivavano ai 5 anni di età, ma chi aveva la fortuna di superare quel periodo critico poteva arrivare anche a oltre 70 anni. Sarebbe dunque un grave errore credere che nel passato non esistessero persone anziane.

Un altro aspetto da considerare è che nemmeno lo stile di vita dei templari, nonostante la Regola, fosse poi così eccezionale per l’epoca. Storici e archeologi sostengono infatti che la loro alimentazione potrebbe non essere stata così diversa da quella di tanti contadini, che a propria volta non erano certo sedentari. Anche loro, come i templari, mangiavano raramente carne, o pesce conservato, mentre consumavano molti cibi a base di cereali e ortaggi. Che molti dei templari superstiti dopo le battaglie in Terra Santa fossero “invecchiati bene”, e che alcuni avessero raggiunto anche età “venerabili”, è un fatto in realtà meno straordinario di quanto voglia far credere la loro leggenda, alimentata da uno dei tanti preconcetti che circolano riguardo al Medioevo.

Stefano Dalla Casa Giornalista e comunicatore scientifico, si è formato all’Università di Bologna e alla Sissa di Trieste. Scrive su Wired Italia, Il Tascabile e altre testate. Collabora con Pikaia, il portale italiano dell’evoluzione, dalla sua fondazione. Ha scritto col pilota di rover marziani Paolo Bellutta il libro di divulgazione Autisti marziani (Chiavi di lettura Zanichelli, 2014) e ha curato molti dei libri usciti in seguito nella stessa collana.

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